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Questo è un grido di dolore per l'ex-Perla Verde dell'Adriatico, ma è anche una dichiarazione d'amore e un soffio di speranza...

La speranza di salvare Riccione dalla cementificazione selvaggia ed indiscriminata.
Da: "Il ragazzo della via Gluck"
di Adriano Celentano=
(Coro): -Là dove c'era l'erba, ora c'è una città.-
Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa fuori città,
gente tranquilla che lavorava.
Là dove c'era l'erba, ora c'è
una città
e quella casa in mezzo al verde, ormai,
dove sarà?
Questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse: "Vado in città"
e lo diceva mentre piangeva.
Io gli domando: "Amico, non sei contento?
Vai finalmente a stare in città:
là troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile".
"Mio caro amico" disse "qui sono nato
e in questa strada, ora lascio il mio cuore,
ma come fai a non capire
che è una fortuna per voi che restate,
a piedi nudi, a giocare nei prati,
mentre là in centro io respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno che
fischia così.... ua ua".
Passano gli anni ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa:
ora coi soldi lui può comperarla,
torna e non trova gli amici che aveva,
solo case su case, catrame e cemento.
Là dove c'era l'erba ora c'è
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà?
Non so non so perché continuano
a costruire le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba,
non lasciano l'erba...
e no se andiamo avanti così,
chissà come si farà,
chissà chissà come si farà.
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(da "Corriere Romagna" del 9-10-2005)
“Sindaco Imola, che delusione”
Riccione - “Il sindaco Daniele Imola ci ha profondamente deluso, sta dimostrando perfettamente di essere un politico nel senso forse meno nobile del termine: dice di sì a tutti pur di trovare consenso”.Il responsabile dell’Arcigay di Riccione Davide Piccioni già in passato aveva messo in dubbio la capacità del sindaco Imola di mantenere le promesse. Questa volta, dopo aver letto le sue dichiarazioni sui “matrimoni strani”, fa capire di esserci rimasto male sul serio, ma di non essere stupito più di tanto. “Ormai lo conosciamo, dice sempre sì a chiunque vada a bussare alla sua porta. Ha promesso a noi dell’Arcigay un registro per le unioni civili e poi si è presentato in parrocchia a dir male dei matrimoni strani, un atteggiamento coerente col personaggio. Non certo però con gli interlocutori. Mi piacerebbe far vedere ai cattolici il video dell’intervento del sindaco al nostro congresso comunale, forse non l’applaudirebbero come hanno fatto l’altra sera”.Poi l’affondo sul piano politico: “L’impressione è che abbia abbandonato l’iniziale gestione laica della città per abbracciare gli alleati della Margherita a scapito del resto della coalizione e del resto degli elettori che l’hanno sostenuto”.Il responsabile dell’Arcigay critica il sindaco anche sulla questione del tentativo di cambiar nome a piazza Unità per rendere omaggio a Giovanni Paolo II. “Ci sembra giusto che i cattolici trovino riscontro rispetto al desiderio di un’intitolazione a Karol Wojtyla, meno giusto ci sembra però privare una parte della popolazione di piazza Unità d’Italia che soprattutto per gli anziani ha ancora un grande valore”.Infine una sorta di appello alle parrocchie riccionesi che nelle prossime settimane terranno degli incontri con i genitori sull’educazione sessuale dei figli: “A nostro giudizio è importante soprattutto che si educhi all’affettività più che alla sessualità. Fondamentale, comunque, è però evitare ogni pregiudizio”.
Enea Abati
(da "Corriere Romagna" del 9-10-2005)
LA COERENZA CEMENTIFICATA
(Giano Bifronte)
A proposito della "coerenza" del Sindaco, Daniele Imola, ci piace ricordare quando, meno di due anni fa nel corso di una riunione di quartiere con i cittadini al Centro Bocciofilo vicino alla chiesa di San Francesco, dichiarò che il signor Eligio Palazzetti pretendeva di avere dal Comune di Riccione altro terreno per edificare nella zona del Patio. Ma, aggiunse sempre il Sindaco, che Palazzetti ci avrebbe dovuto fare una croce sopra, perché in quella zona lui non avrebbe dato il permesso di costruire più nemmeno un centimetro quadrato di cemento. Coerenza, coerenza!
COLLE DEI PINI-PATIO
Il Signor Palazzetti ha già provveduto, da alcuni giorni, a far recintare il terreno che il Comune di Riccione gli ha regalato. Dopotutto non avreste fatto così anche voi, se il Sindaco di Riccione vi avesse offerto gratis, su un bel piatto d'argento, 3000mq di terreno, ex-zona verde (di cui 1700 edificabili,ora!), che prima erano di tutti i Riccionesi e che non vi spettavano assolutamente di diritto?
Ed è solo l'inizio!
DANIELE IMOLA, un Sindaco che è la "coerenza" in persona!
Leggete questi due articoli del "Corriere Romagna" dell'8-10-2005

Imola dice no ai “matrimoni strani”
RICCIONE - Piazza Wojtyla al posto di piazza Unità? "La partita è ancora aperta, l’atteggiamento irrazionale e ideologico mostrato dai miei compagni all’inizio, si sta sciogliendo". Ma anche "un no ai matrimoni strani", e per continuare, un attacco senza riserve ai tassisti e l’annuncio di una pioggia di case a prezzi convenienti per le giovani coppie. Tutto questo è farina del sacco di Daniele Imola, il sindaco che giovedì sera si è confrontato con i ragazzi del Punto giovane riuniti alla festa del Ringraziamento della parrocchia dell’Alba. Poco più di un’ora di domande serrate, senza alcuna pausa e senza nessuno sconto riservato al primo cittadino che aveva al suo fianco l’assessore alla Cultura Francesco Cavalli.Cominciamo dal quesito annunciato: quale sarà il futuro di piazza Giovanni Paolo II? "Ho firmato per intitolare piazza Unità al Papa - ha detto Imola -. Mi aspettavo più generosità dai miei compagni, invece inizialmente ho trovato una chiusura ideologica. E’ scattato un meccanismo di difesa in cui piazza Unità d’Italia diventava un luogo denso di ricorsi legati a determinate esperienze, anche politiche. Ritengo che questi ricordi possano essere superati e ho visto che ultimamente l’atteggiamento mostrato dai miei compagni si sta sciogliendo". Se Imola è destinato a fare da arbitro tra le parti, cattolici e sinistra, che si sono scontrate sull’intitolazione della piazza, il primo round lo ha assegnato a chi vuole il luogo centrale del Paese intitolato al Papa scomparso.Ma non è finita qui la serata del sindaco con i ragazzi del Punto giovane. Altro quesito spinoso i Pacs, ovvero: cosa ne pensa il sindaco riguardo il riconoscimento delle coppie di fatto? "Le coppie di fatto sono una realtà che va affrontata. Se per Pacs intendiamo tante coppie che non riescono a essere riconosciute, allora sì, sono d’accordo con i Pacs. Altrimenti, invece, non mi convincono affatto i matrimoni "strani".Risposta chiara, ma anche diplomatica quella di Imola, che non ha citato in alcun modo il desiderio di aprire un registro per le coppie di fatto. Un annuncio dato diversi mesi fa che non ha avuto seguito.La risposta però non deve aver soddisfatto l’assessore Cavalli che è intervenuto ponendo l’accento non tanto sui Pacs, ma su quello che ha ritenuto il principale problema nella faccenda: "Dobbiamo considerare con urgenza cosa si può fare per la famiglia".C’è stato posto anche per i tassisti nell’incontro di giovedì sera. "I tassisti stanno creando problemi alla città per la qualità del servizio che offrono e i prezzi non sempre giustificati. Il 60-70 per cento delle proteste che ci arrivano dai turisti hanno per obiettivo proprio i tassisti" parola di sindaco.Altro argomento le babygang. "Non chiamiamole così - ha detto Imola -. Sarebbe come etichettarle prima ancora di avere capito qual’è il problema. Sono spesso ragazzi che sfogano in modo discutibile loro ansie e insoddisfazioni. Ho avuto modo di incontrare un gruppo di ragazzi e ho capito. Adesso stiamo cercando di dargli degli spazi d’incontro".Si è parlato persino di badanti e dell’opera lodevole svolta dalle parrocchie nell’aiuto ai bisognosi, ha sottolineato i sindaco. Infine una speranza per la squadra di calcio del Punto giovane che oggi gioca al centro sportivo di via Menaggio, definito un campo di patate dai ragazzi. "Stiamo realizzando un nuovo campo da calcio in sintetico, vedrete che troverete posto". L’undici ci conta, anche se il rettangolo verde in questione è quello dello stadio comunale e chissà cosa ne pensa la Riccione calcio.
Andrea Oliva
Il trasformismo del sindaco Imola tra gay e fedeli
Riccione - Un vecchio film del 1983 di Pier Francesco Pingitore, Il tifoso, l'arbitro e il calciatore, insegna che quando c’è di mezzo la fede, calcistica in quel caso, diventa poco salutare tentare di indossare una volta la casacca giallorossa e la volta successiva quella biancazzurra. Pellicola piuttosto scadente, per carità, ma la morale è chiara: Pippo Franco, il protagonista, un romanista che si finge laziale per accontentare il suocero, durante un derby viene scoperto e malmenato da entrambe le tifoserie.Il sindaco Daniele Imola, che perdonerà il paragone, un po’ il Pippo Franco della situazione sta tentando di farlo. Una volta si presenta al congresso dell’Arcigay annunciando che di lì a poco Riccione avrà un registro per le coppie di fatto. Gli omosessuali quasi non credono alle proprie orecchie e lo portano in trionfo. “Sono favorevole al riconoscimento delle unioni civili - ha detto prima alla stampa il 30 gennaio scorso e poi al congresso dell’Arcigay - e mi attiverò al più presto per istituire nel nostro Comune un apposito registro per consentire a tutte le coppie, non solo quelle eterosessuali, di vedere riconosciuti i propri diritti”.La volta dopo - è storia dell’altra sera - va invece a bussare alle porte dell’oratorio dove lo accolgono i ragazzi del Punto Giovane, organizzazione che riunisce i fedeli di quasi tutte le parrocchie riccionesi, e delle unioni omosessuali ne parla quasi con disprezzo: “Se per Pacs intendiamo tante coppie che non riescono a essere riconosciute, allora sì, sono d’accordo con i Pacs. Altrimenti non mi convincono affatto i matrimoni "strani"”.Di più, evita di rammentare ai giovani cattolici di aver già fatto chiare promesse agli omosessuali non certo compatibili con le posizioni della Chiesa e anche dall’oratorio esce tra gli applausi.Gli omosessuali, già da qualche tempo, hanno fatto sapere con una notevole dose di autoironia che “saremo pure gay, ma di farci prendere per i fondelli non abbiamo nessuna intenzione”. Ora resta da capire quanto credito vorranno concedergli i cattolici che, per esempio, anche su piazza Unità da dedicare a Papa Giovanni Paolo II si sono sentiti dire: sono d’accordo con voi, i miei compagni però sono poco generosi.Risultato: del registro delle unioni civili per ora nemmeno l’ombra, di piazza Giovanni Paolo II neppure.
Enea Abati
(da "Corriere Romagna" dell'8-10-2005)
Il nostro caro Sindaco è specializzato nei seguenti sport (o preferite sports???):
1) Come tenere i piedi in due staffe.
2) Prendere due piccioni con una fava.
3) Dare una botta al cerchio e uno alla botte.
4) La presa per i fondelli (da non confondere con lo sci di fondo).
Ed è campione in politica, infatti si destreggia benissimo saltando di palo in frasca e facendo promesse da marinaio.
(da "Corriere Romagna" dell'8-10-2005)
Sarà l’inverno delle potature per 2000 alberi
Riccione - Taglio dei rami in vista per le piante di Riccione. Dalla seconda metà di ottobre Geat darà, infatti, il via all’attività di potatura delle alberature: “Un intervento che viene effettuato a cinque anni di distanza dall’ultimo, un periodo più ravvicinato rispetto a quelli abitualmente previsti (dieci anni) - ha spiegato Geat -, perché molte piante della città vanno controllate con più frequenza in quanto vicine agli immobili e fra loro”.I lavori proseguiranno fino alla prossima primavera e impegneranno un gruppo di 15 addetti. La prima fase di intervento riguarderà gli alberi a foglia perenne, pini e lecci. In seguito si procederà sui platani e sugli altri alberi che dopo la perdita delle foglie si troveranno a riposo vegetativo. I tempi saranno modulati anche rispetto alle condizioni atmosferiche saranno accelerati se arriverà subito il freddo.“La potatura sarà moderata - fa sapere ancora l’azienda -, non sarà effettuata la ’capitozzatura’ spesso invocata, perché gli interventi sono strettamente regolamentati e, tranne casi particolari, non possono riguardare rami dal diametro superiore ai dieci centimetri. Ciò detto, per tranquillizzare in anticipo i cittadini, solitamente prontissimi a consigliare o redarguire gli addetti all’opera: tutta l’attività è svolta secondo le indicazioni (valide anche per i privati) del servizio fitosanitario regionale, della sovrintendenza ai Beni ambientali, della guardia forestale e nel rispetto del regolamento del verde comunale. Sarà posta molta attenzione all’intervento sui platani, per i quali sono previsti diversi accorgimenti; ad esempio vanno disinfettate le attrezzature dopo aver potato ogni albero, per evitare la diffusione del cosiddetto ’cancro colorato’”.Il programma di potatura riguarderà complessivamente oltre 2.000 alberi, fra i quali i 600 platani della zona Abissinia, i 350 pini di viale Emilia e viale Romagna, gli 80 di via Settembrini e delle zone limitrofe. Inoltre saranno potati i 1.000 tamerici del lungomare e in questo caso si tratta di un intervento che viene svolto quasi tutti gli anni.
(da "Corriere Romagna" dell'8-10-2005)
Chissà se ci si ricorderà, per la prima volta nella storia di Riccione,
di potare i pioppi della ormai tristemente famosa area Palazzetti?
O se di questa zona ci si ricorda solo quando si tratta di
eliminare completamente gli alberi per far colare il cemento?
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